SALGONO LE CROCCHETTE E SCENDONO I PANNOLINI

1 Agosto 2020

“Ci hai fatto caso anche tu?” Mi ha chiesto Gianni, 45 anni, una moglie e un bambino alle elementari, oltre a un bellissimo Golden Retriver , “Ormai da qualche anno le pubblicità del cibo per animali hanno superato di gran lunga quelle dei prodotti per bambini.”

E non solo, aggiungo io, anche quelle dei sussidi per anziani hanno superato di misura quelle dei pannolini o dei biscottini.

E’ la fotografia dell’Italia.

Osservo le affissioni del mio paese e mi compiaccio nel constatare che l’età dei defunti, soprattutto delle
donne, è sempre più oltre i 90, spesso vicino ai 100.

Nel mio paesello  vivono due persone che hanno compiuto il secolo nel 2019. E il bello è che sono
tutt’ora in salute, fisica e mentale.

Sono felice soprattutto per i miei genitori e per i miei clienti che, almeno in base alle statistiche, potranno
stare con me ancora per molto.

Ho ancora una nonna di 93 anni, esattamente 40 più di me, io ne ho 20 meno di mia madre. Entrambe, mia mamma e mia nonna, a 20 anni hanno avuto il primo figlio. Anzi la prima figlia.

La mia nonna è trisnonna.

Non penso proprio che mia mamma avrà la stessa fortuna, di tenere in braccio a 90 anni un infante suo
discendente. Siamo già fuori tempo…ho avuto mio figlio a 29 e lui adesso ne ha 24. Abbiamo già
accumulato 13 anni di ritardo.

E’ giusta l’osservazione di Gianni: sono sempre di più le famiglie che dividono la casa e la vita con un
animale. I dati dicono circa il 40% degli italiani, una percentuale in costante crescita.

E’ una tendenza osservata in tutto l’occidente ed è ormai riconosciuto che un animale domestico migliora la serenità familiare, supporta lo sviluppo equilibrato dei bambini ed è di grande stimolo per gli anziani.

In crescita esponenziale è la spesa per assicurare all’amico cane o gatto il miglior cibo, il miglior medico e la migliore prevenzione.

Passando ad altre tendenze, presi dalle trattative sul Recovery Fund, abbiamo prestato poca attenzione ad una notizia:

Il 2020 è iniziato con quasi 200 mila italiani in meno. Un crollo cominciato ormai quattro anni prima.

Dal 2015 a oggi la popolazione italiana è calata di 551 mila persone; praticamente è sparito l’equivalente di Firenze, Siena e Perugia messe insieme. Le nuove nascite segnano un meno 5% rispetto al 2018.

Le cause le conosciamo:

a) la fascia in età fertile è costituita da sempre meno persone, risultato del calo progressivo dei nuovi
nati che ci interessa dagli anni 80 in avanti.
b) La maternità rimandata oltre i 30 anni e sempre più verso i 40
c) Il calo della fertilità, ormai fenomeno scientificamente osservato, che si accompagna al
miglioramento dell’istruzione e della qualità della vita.

Il recovery fund e tutte le misure che, ci auguriamo, saranno messe in campo per stimolare l’economia e la ripresa economica, nulla potranno se non saremo capaci di invertire velocemente questa china.

E’ un problema per le nostre pensioni? Si, sicuramente.

Per la prima volta nella storia il numero dei pensionati ha superato quello dei lavoratori!

Il tema dovrà essere affrontato a breve anche a seguito del covid che ha causato minori entrate
contributive e tanti sussidi.

Ma non ho scritto questo articolo solo per stimolare i giovani ad aderire ai fondi pensione, scelta da fare
subito e senza indugio.

E’, e sarà sempre più, un problema di competitività e di dinamismo.

Sia perché il sistema del welfare si mangia e si mangerà gran parte delle risorse sottraendole alle politiche per i giovani, sia perché i giovani sono linfa vitale per la creatività e l’innovazione scientifica.

La politica dovrà mettere al primo posto in agenda questo problema, insieme alle sfide sanitarie e
ambientali.

Cristina Capitoni
Consulente Finanziario
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