RITORNO AL FUTURO

9 Maggio 2020

Chi non si ricorda il film “Non ci resta che piangere”? Il capolavoro in cui Roberto Benigni e uno strepitoso
Massimo Troisi tornano indietro nel tempo per cercare di impedire la scoperta dell’America da parte di
Colombo, fatto storico dal quale dipendono le loro angosce quotidiane.

Ognuno di noi guardando al passato vorrebbe poter intervenire sui fatti accaduti per modificarli o anche
solo per calibrare i propri comportamenti ed ottenere risultati diversi da quelli conseguiti.

Io, ad esempio, vorrei:

– aver fatto una scuola diversa

– non aver acquistato due case

– tornare al 2003 o al 2009 per investire tutti i miei soldi, invece che in una casa, nel settore azionario
americano e soprattutto in quello tecnologico.

Se infatti allora avessi fatto quest’ultima scelta oggi sarei molto ricca.

Ma purtroppo non lo posso fare.

Cosa posso fare invece?

Posso fare tesoro dell’esperienza passata e proiettarla nel futuro. Per me e per i miei clienti.

“Questa crisi è diversa da tutte le altre” è la frase che sento più frequentemente pronunciare, insieme alle
altre “ce la faremo” o “niente sarà più come prima” e anche “ne usciremo migliori di prima”.

Non lo so come ne usciremo, se migliori o peggiori. Sono generalizzazioni che non mi piacciono.

E molto dipende, secondo me, da come ognuno vive sulla propria pelle le difficoltà che stiamo
attraversando. Per qualcuno sono solo cambiamenti di abitudini per altri significa chiudere la propria
attività e doversi reinventare.

Riguardo alle scelte di vita e alle scelte d’investimento, che sono aspetti tra loro legati molto di più di quello
che si possa immaginare, è necessario isolare il “rumore di fondo” e concentrarsi sulle opportunità e sui
propri obiettivi.

Ogni crisi che abbiamo vissuto era diversa dalle altre. Ogni volta ci è sembrata la fine del mondo.
E quindi anche questa è diversa a modo suo.

Concentrarsi sul futuro, sulle opportunità e soprattutto sugli obiettivi da raggiungere è l’unica cosa che
possiamo fare. Ma non è poco. È un esercizio complicato.

Significa mettere in discussione le proprie abitudini e darsi degli obiettivi.

Per i propri investimenti significa, ad esempio, valutare che sui mercati finanziari ci sono delle opportunità
che non si vedevano da anni.

“Ma la crisi durerà ancora molto” mi potrebbe obiettare qualcuno.

E anche qui la storia ci viene incontro e ci tende una chiave di lettura.

Il momento migliore per acquistare sui mercati finanziari è sempre stato circa sei/nove mesi prima del picco
minimo dei dati economici. Questo perché i mercati sono efficienti (cosi si dice in gergo). Cioè sono
estremamente funzionanti e performanti dal punto di vista della capacità di anticipare le tendenze future.

Ho solo due raccomandazioni:

a) acquistare con un metodo che assicura una elevata diversificazione (no fai da te)
b) Passare dal “IN cosa investo” al “Per cosa investo”, che significa acquistare solo se si ha un progetto
di lungo termine, per sè stessi, per la propria famiglia o per la propria impresa.

Cristina Capitoni
Consulente Finanziario
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