MEGLIO UNA DONAZIONE OGGI CHE UNA SUCCESSIONE DOMANI

15 Febbraio 2020

Giovanni è un pensionato. Ha lavorato in banca e adesso si gode, orgoglioso, la sua pensione.

Vive in un bellissimo casolare della campagna toscana insieme alla moglie. Ha una figlia, sposata, che svolge una libera professione

Il suo patrimonio è importante. Come tutti quelli della sua generazione, è stato previdente. E’ proprietario anche di una seconda casa in un centro storico adibita a b&b.

Durante il nostro ultimo incontro, davanti ad un caffè, abbiamo aggiornato il suo profilo e i suoi dati
patrimoniali. Tra una chiacchiera e l’altra, mi dice che lui è l’unico intestatario dell’intero patrimonio.

“Mia figlia non ha nulla, tanto è l’unica erede”.

“Non hai pensato a fare una donazione?”. Lui mi risponde di no, anche perché “dovrei pagare le tasse, mica mi conviene!?”.

Sarebbe invece molto interessante valutare la possibilità di fare una donazione. Perché?

Le donazioni sono soggette alla stessa disciplina fiscale delle successioni. In linea retta, cioè nei confronti dei figli, l’imposta è pari al 4% ma solo sulla parte che eccede il milione di euro per erede.

Nel caso di Giovanni, se il patrimonio sta dentro un milione di euro, non ci sarebbe alcuna imposta da
pagare se non quella ipotecaria e catastale (3% sul valore catastale degli immobili).

Perché potrebbe essere utile farlo oggi e non aspettare di passare a miglior vita?

I motivi sono diversi:

  1. L’imposta di successione e donazione potrebbe essere aumentata. Se ne parla da anni e prima o poi
    succederà.
  2. La franchigia potrebbe essere notevolmente ridotta.
  3. Il valore catastale dell’immobile, oggi sicuramente non in linea con i valori di mercato, potrebbe
    essere aggiornato. Dopo una lunga gestazione sarà varata la riforma del catasto con la revisione dei
    valori e delle rendite degli immobili.
  4. Ultima, ma non ultima, “cosa fatta capo ha”. Nel senso che tutti gli atti tra vivi possono essere
    compiuti solo con la piena capacità di agire. Sappiamo che la vita media è molto lunga ma la
    capacità di agire, talvolta, la si perde per strada.

Più di una obiezione potrebbe essere sollevata. Ad esempio “la casa non è più mia… se poi mi buttano
fuori?”. Esiste una soluzione, nel caso degli immobili, che è la donazione della nuda proprietà e quindi la
conservazione dell’usufrutto per la vita intera. La soluzione è interessante perché consente di mantenere il diritto all’abitazione per se stessi e per il coniuge.

Le due componenti (nuda proprietà e diritto di usufrutto) si ricongiungeranno alla morte del donante, senza nessun aggravio di imposte o spese.

Nel caso di Giovanni e di sua figlia, semmai, la valutazione da fare è in relazione all’attività della figlia.
Roberta infatti è una libera professionista e, come tale, può andare incontro ad azioni risarcitorie e
rispondere con tutto il suo patrimonio.

Per tutelare il professionista da situazioni spiacevoli si può ricorrere ad altri strumenti.

Ne parleremo in futuro.

Cristina Capitoni
Consulente Finanziario
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